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mercoledì, 11 novembre 2009

riforma della giustizia




Comunque vada a finire, l'impressione che quei fuochi siano già stati accesi non me la toglie nessuno.
postato da: klochov alle ore 12:04 | link | commenti (2)
categorie: politica, giustizia
domenica, 08 novembre 2009

idiocracy

Idiocracy è un film che immagina un futuro in cui il mondo è interamente popolato da idioti, dai semplici cittadini ai governanti. Anche noi siamo assolutamente sulla buona strada.

L'annunciata sostituzione di Paolo Ruffini alla direzione di Rai 3 è un esempio abbastanza chiaro di come Berlusconi stia cercando di spingere l'acceleratore sul già rapido rincoglionimento della gente.

Non mi pare che Rai 3 abbia adesso una programmazione da telekabul: piuttosto mi sembra che si distingua per una certa intelligenza nel palinsesto e una qualche grazia, nei toni e nei temi trattati, in molte delle trasmissioni di maggiore successo.

Può essere vero che Rai 3 sia antiberlusconiana, ma non in senso politico, piuttosto in senso culturale: non è "di sinistra", è semplicemente "intelligente ed educata", e non mi vorrete certo far dire che le due cose coincidono.

È proprio questo che spaventa Berlusconi: che la gente pensi, che riconosca il disvalore del trash, dei provini del grande fratello, che provi attrazione per la musica di Ennio Morricone intervistato da Fazio, che venga a conoscenza delle indagini raccontate da Lucarelli, o che capisca la differenza tra la propaganda di Minzolin e l'informazione di Riccardo Iacona.

È questo che i berlusconiani temono di più: che la gente sappia che c'è qualcosa di diverso dalle tette, dai culi e dalle urla, che veda, anche solo di sfuggita, l'esistenza di un modello alternativo di cultura di successo. Il rischio vero non è che qualcuno parli male di Berlusconi - perché di nemici c'è sempre bisogno - piuttosto che la gente ragioni, che smetta di guardare il grande fratello e di sognare di diventare veline.

Il problema principale non è Ballarò, ma Che Tempo che fa, non la politica, ma la cultura: se sono stupidi si governano parecchio meglio
postato da: klochov alle ore 11:51 | link | commenti (5)
categorie: politica, informazione
mercoledì, 04 novembre 2009

il crocifisso al collo dello stato

La notizia che mi trovo davanti aprendo Repubblica, riguarda i crocifssi nelle aile delle scuole pubbliche.

Personalmente non ho alcun problema con simboli religiosi e ne vedo a decine ogni giorno: chiese, moschee, ristoranti che espongono cartelli ad indicare particolari tipi di cucina (
halal o kosher, per dire), modi di vestire, di pettinarsi, gioielli e tatuaggi...

Il modo di vestire, mangiare e pettinarsi rientra mediamente nella sfera privata dell'individuo con cui lo stato (laico) non deve interferire. Diverso ovviamente il caso del
burqa o del niqab, ma su questo magari tornerò altrove.

La faccenda del crocifisso nei luoghi pubblici è leggermente diversa, per un motivo molto semplice: non stiamo parlando del ciondolo al collo di una signora, né dell'iconcina sul cruscotto dell'auto del mio vicino di casa.

Siamo di fronte ad uno stato che, mostrando un simbolo religioso all'interno delle sue strutture, compie esattamente lo stesso gesto della signora con la collanina d'oro o dell'ebreo
chassidico con il suo buffo cappello: rivendica un'appartenenza, segnala l'adesione attuale ad un culto ben preciso.

L'argomento delle radici cristiane della nostra cultura è irrilevante. Anche io ho radici cristiane, in quanto i miei nonni si dicevano cattolici: tuttavia non aderendo personalmente ad alcuna religione, non ritengo opportuno fregiarmi dei simboli della religione dei miei avi semplicemente perché "è una tradizione innocua".

Lo stato italiano non ha più una religione ufficiale, perché è diventato laico: è giusto che rispetti e comprenda le proprie origini, ma questo non ha niente a che vedere con l'esibizione di simboli che non dovrebbero più appartenere alla sua identità presente.

postato da: klochov alle ore 00:13 | link | commenti (2)
categorie: politica, religione
venerdì, 30 ottobre 2009

questi ragazzi fragili che muoiono

questi ragazzi fragili che muoionoLa storia di Stefano Cucchi almeno per oggi è sulla prima pagina dei principali giornali italiani. Alcuni paragonano correttamente questa vicenda l'omicidio di Federico Aldovrandi, altri chiamano in causa il caso Sandri.

Tuttavia l'uccisione del tifoso all'autogrill non è assimilabile al pestaggio di Cucchi, Aldovrandi, Bianzino, Lonzi
e tanti altri: sia chiaro che non parlo di gravità del fatto, ma di contesto, circostanze e modalità.

Le morti di Stefano, Federico e degli altri ragazzi sono legate da un inquietante filo rosso di assonanze che va oltre la somiglianza terribile dei loro corpi straziati da una morte violenta.

È forse la percezione della
fragilità dei diritti di cui erano - e siamo - portatori a restituirmi un'immagine di loro come persone delicate, innocue e, a costo di ripertermi, fragili. Basta vedere il corpo magrissimo di Stefano, epilettico e anoressico, o le foto di famiglia di Federico, praticamente un bambino, o ascoltare le descrizioni della vita di agricoltore di Aldo, con una compagna malata, che è morta quest'anno, una mamma anziana a un figlio piccolo.

O forse è il motivo per cui sono finiti tra le mani dei loro assassini che li accomuna: storie di droga per consumo personale e niente più.

Magari è il modo in cui sono morti che li unisce nella mia mente fino a renderli protagonisti di un fenomeno terribilmente sinistro e pericoloso: sono stati uccisi di botte, hanno le ossa rotte, i volti tumefatti, abrasioni ovunque.

Forse è il mandante ad essere lo stesso: uno stato forte con i deboli e debole con i prepotenti. O lo spirito che ha animato gli esecutori materiali: la voglia di dare una lezione a questa gente che non sa stare al mondo, problematica, indifesa, che si azzarda a mettere in discussione una proibizione, anche se
solo sulla propria pelle.

O forse è solo che queste persone, così profondamente fragili, non sopportano quello che per i piccoli criminali è un trattamento di routine.

Update: dicevo della routine....


postato da: klochov alle ore 18:03 | link | commenti (5)
categorie: politica, giustizia, informazione
mercoledì, 28 ottobre 2009

scarni appunti sulle primarie

Premessa: ho votato, via internet, Marino.

Dopo 5 minuti (o giù di lì) dalla chiusura dei seggi si sapevano già i
risultati. Avrei apprezzato se avessero temporeggiato un pochino, almeno di facciata... Il voto degli italiani all'estero non viene nemmeno comunicato, come quello di altre sezioni del resto. Vabbe', tanto mica volevamo saperli precisi i risultati, no?

Bersani ha la mia fiducia per un periodo iniziale: facciamo due mesi. Ovviamente, se pensa seriamente di allearsi con l'UDC, sappia che piuttosto voterò il Partito dei Pensionati.

Rutelli, vai! Non sai da quanto tempo aspettavo questo momento. Vai, vai, senza indugio! E portati dietro Binetti, Follini, Fioroni e tua moglie, ché con una notizia così sale il consenso del 10%.

Veltroni: "Senza vocazione maggioritaria, il partito muore". Perché fino ad ora, grazie a Veltroni e alla vocazione maggioritaria, il partito era proprio in forma.
postato da: klochov alle ore 23:39 | link | commenti (6)
categorie: politica
domenica, 25 ottobre 2009

questione di stile

Ci sono due uomini politici che hanno incarichi importanti e un vizietto: il sesso, ma non quello con le proprie mogli, o almeno non solo.

Questi politici si procurano prestazioni sessuali dietro compenso e, a ben vedere, c'è anche qualche affare losco in mezzo: in un caso assegni staccati a pagare il silenzio di alcuni carabinieri ricattatori, dall'altra mercimonio di cariche pubbliche.

Fin qui le similitudini. Ma c'è anche qualche differenza:

Uno dei due politici ha le proprie avventure più o meno per strada, o comunque nelle case private di transessuali che si prostituiscono. L'altro si fa recapitare a domicilio, talvolta usando voli di stato, escort di lusso.

Uno continua a negare l'evidenza da mesi e ha scatenato una campagna stampa contro chi gli chiedeva conto di presunti rapporti con minorenni e candidature decise sotto le scrivanie.
L'altro, dopo aver detto tutto ai magistrati, ha provato a far finta di niente pubblicamente per un giorno e poi è crollato.

Alla richiesta di divorzio della moglie, uno ha reagito andando a difendersi in televisione e facendola attaccare dalle pagine dei propri giornali. L'altro ha chiesto preventivamente scusa.

Uno si è autosospeso e i suoi elettori sperano che si dimetta presto.
L'altro ha proclamato di essere il miglior presidente del consiglio italiano da 150 anni ad oggi, e i suoi elettori dicono che chi lo attacca è solo un comunista invidioso delle gnocche disponibili di cui si circonda.

Posto che entrambi sono quanto meno persone ricattabili e che non possono avere la serenità necessaria per ricoprire una carica pubblica, non riesco a togliermi dalla testa che la maggiore riprovazione dimostrata dall'opinione pubblica per Marrazzo anziché per Berlusconi dipenda essenzialmente da una questione di stile: ma volete mettere Patrizia D'Addario e le altre con Natalì e la Brendona?

postato da: klochov alle ore 16:00 | link | commenti (6)
categorie: politica, informazione
lunedì, 19 ottobre 2009

associazione di idee

Può capitare che all'arrivo in una sede non particolarmente felice, o nel momento in cui si trova ad occuparsi di una faccenda che va a toccare qualche potere "forte", un magistrato riceva alcuni consigli. Da parte di amici ovviamente.

Questi amici sanno chi sei, cosa fai, a che ora prendi il treno, dove fai colazione, se torni a casa nel finesettimana o se hai la famiglia con te, e te lo fanno capire. E' il tipico avvertimento mafioso: "comportati bene: sappiamo così tanto di te, che non puoi sfuggirci".

Se poi il magistrato è così sfortunato e onesto da incappare in un caso infelice e fare il suo dovere fino in fondo, non sempre finisce con un'autobomba o una sventagliata di mitra, ma con altri "provvedimenti" che lo ostracizzano dalla comunità o che comunque gli complicano la vita. Così che serva anche da lezione agli altri.

Non credo ci sia bisogno di dilungarsi oltre sul motivo per il quale in questi giorni mi sono venute alla mente le pratiche intimidatorie della mafia.
postato da: klochov alle ore 21:02 | link | commenti (6)
categorie: politica, giustizia, informazione
sabato, 19 settembre 2009

'mmoriammazzato

Se io dicessi che un cattivo ministro irresponsabile e volgare merita di andare a 'mmoriammazzato, mi ritroverei in casa le teste di cuoio che mi portano via con l'accusa di terrorismo?
postato da: klochov alle ore 16:43 | link | commenti (5)
categorie: politica
lunedì, 31 agosto 2009

dagli amici mi guardi iddio...

... che dai nemici mi guardo io.

Penso che se fossi nelle fila dei fedeli berlusconiani penserei a questa frase tutti i giorni. Puoi essere  il direttore di un giornale che farebbe comodo avere amico o anche la moglie del capo, ma se sgarri c'è un esercito di picchiatori mediatici pronti a distruggerti.

La precisione e la rapidità con cui Feltri si precipita a rovistare nella vita altrui in cerca di presunte zozzerie passate per coprire le verificate porcherie attuali del presidente del consiglio, sono ammirevoli. Ci vuole una bella faccia tosta per cercare di sostituire nelle prime pagine il nome di Berlusconi con quello di un tale, sconosicuto ai più, giornalista di nome Boffo.

Non sono certo qui a prendere le difese del direttore di Avvenire, dal momento che ha già le spalle coperte per conto suo: tuttavia il metodo intimidatorio che è diventato usuale tra giornalisti e avvocati vicini al governo mi ricorda quelle grottesche realtà di regime in cui il più coraggioso è quello che picchia prima ancora che il padrone lo chieda.

Dovremmo metterci a parlare di Boffo? Colpevole? Innocente? Diffamato? Oltraggiato? Onestamente non è di particolare rilevanza: lo sarà per lui o per quelli che leggono il suo giornale, ma non certo per l'Italia intera.

Personalmente inizierei a interessarmi in modo accurato a questa persona se un giorno si candidasse per ricorpire qualche carica pubblica pur avendo un passato losco: inizierei a preoccuparmi se scoprissi che la sua esuberanza senile lo spinge a barattare cariche pubbliche con prestazioni sessuali. Mi curerei particolarmente di Boffo se un giorno non fosse più solo il direttore di Avvenire, ma l'uomo che controlla la quasi totalità dei media italiani...

Allora sì, mi preoccuperei di Boffo: per ora mi preoccupo di Berlusconi.
postato da: klochov alle ore 00:02 | link | commenti (4)
categorie: politica, informazione
mercoledì, 22 luglio 2009

italians do it better

Quando Bill Clinton rischiò l'impeachment per l'affare Lewinsky, pensai "madonnasanta, questi americani: non hanno niente di meglio da fare che preoccuparsi delle scappatelle del presidente"?

Io, che sono di larghe vedute per le scappatelle che non mi riguardano, pensavo che se la questione non interessava a Hillary, non dovesse interessare nessun altro.

Poi, riflettendoci un po' meglio, pensai che tutto sommato questi americani sono coerenti: il problema non era la scappatella in sé, ma il fatto che il Presidente avesse mentito nel corso di un discorso alla nazione e in un'aula di tribunale, ostacolando la giustizia per proprio tornaconto.

I media americani dettero ampio risalto alla questione e Clinton sfiorò l'impeachment, scongiurandolo solo con un'umiliante confessione che un po' tutti nel mondo hanno avuto occasione di vedere.

Siccome anche io sono persona coerente, vi confesso che in fondo in fondo penso che il puttanaio che Berlusconi ha organizzato nelle sue ville potrebbe essere una sua questione privata (ove non si sconfina nel reato, ovviamente): tanto a me faceva schifo prima e continua a far schifo adesso. Niente di quello che è emerso mi stupisce particolarmente.

Non mi affanno nemmeno a far notare quanto siano ormai evidenti le menzogne e le palesi contraddizioni con cui il premier infarcisce ogni discorso, spergiuri sui figli e pietose arrampicate sugli specchi: ci ha mentito su ben altro che sui suoi menage sessuali.

Il problema che vorrei evidenziare per l'ennesima volta non è tanto il fatto conclamato di avere un presidente del consiglio che spende il suo tempo tra festini e notti di sesso con escort, quanto il pietoso asservimento della quasi totalità dei media.

Fatti salvi i giornali del gruppo L'Espresso che ha fatto lo scoop, gli altri giornali, dal Corriere alla Stampa, e le televisioni tutte, relegano la notizia in secondo piano o la ignorano.

Visto che ormai in Italia siamo abituati al peggio, vi saluto lasciandovi questo esercizio mentale: pensate che un qualsiasi giornale o televisione americani, in possesso di registrazioni delle voci di Bill Clinton e Monica Lewinsky che parlano di sesso, avrebbero messo la notizia dopo le fotogallery di Totti al mare, come fa la Stampa, o dopo un articolo sui premi della lotteria italia come fa il Corrierone nazionale?

postato da: klochov alle ore 00:16 | link | commenti (9)
categorie: politica, costume, informazione