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domenica, 12 aprile 2009

kilombo

Avviso: è un blog post che parla di blog, poco interessante per definizione.

Poco dopo aver iniziato a scrivere in questo spazio, ebbi occasione di conoscere blog interessanti e addirittura rincontrare vecchi amici attraverso quello che doveva essere un aggregatore di post di sinistra, e aspirava a diventare un collettivo o qualcosa in più.

Di Kilombo mi piaceva soprattutto la possibilità di scoprire opinioni stimolanti, notizie inedite, e dietro di essi persone brillanti o curiose; mi piaceva vedere con un'occhiata quale fosse l'argomento più dibattuto in una certa piccola comunità di "sinistra".

Onestamente ritenevo che il fatto di avere una redazione fosse una necessità tecnica o poco più. Poi iniziarono discussioni ai limiti del surreale, personaggi - simpatici come la Binetti - sempre più in vista, gente che andava, gente che veniva, faide, gruppi su facebook, elezioni continue, ritocchi dei regolamenti, espulsioni, riammissioni e via dicendo; una questione di stato per l'adesione al gay-pride che a sinistra dovrebbe essere quantomeno "automatica", e invece no, per non offendere la sensibilità di nessuno... Ultima mossa un coup d'etat che ha chiuso l'aggregatore per qualche giorno per poi riaprirlo.

Era un po' che volevo levare le tende, anche perché purtroppo lì sopra c'è sempre meno da leggere e la situazione è sempre più grottesca.

La lotta che ho visto consumarsi all'interno di un'insignificante redazione di un minuscolo aggregatore di blog, mi ha perversamente affascinato e per questo ho tardato ad andarmene: ho pensato alle analogie con la disfatta della sinistra e con i maneggi per le poltrone nel pd e dintorni; ho visto confermata l'inconciliabilità delle posizioni teo-dem più estreme con il semplice concetto di sinistra, e infine mi ha preso una tristezza incredula e preoccupata delle sorti non certo dell'aggregatore, ma della sinistra in generale.

Adesso ho deciso di cancellarmi soprattutto perché con me Kilombo ha esaurito la sua funzione: mi ha fatto conoscere un po' di blog nuovi e mi ha insperatamente offerto in quest'ultimo anno una rappresentazione caricaturale della realtà politica italiana, anche per contrasto con l'aggregatore "di destra" Tocqueville, che almeno a prima vista pare funzionare piuttosto bene.

Avanti così, direbbe Nanni Moretti, facciamoci del male.

postato da: klochov alle ore 20:29 | link | commenti (11)
categorie: politica, informazione, io
domenica, 11 gennaio 2009

il testamento



Il testamento

Quando la morte mi chiamerà
forse qualcuno protesterà
dopo aver letto nel testamento
quel che gli lascio in eredità
non maleditemi non serve a niente
tanto all'inferno ci sarò già

Ai protettori delle battone
lascio un impiego da ragioniere
perché provetti nel loro mestiere
rendano edotta la popolazione
ad ogni fine di settimana
sopra la rendita di una puttana
ad ogni fine di settimana
sopra la rendita di una puttana

Voglio lasciare a Bianca Maria
che se ne frega della decenza
un attestato di benemerenza
che al matrimonio le spiani la via
con tanti auguri per chi c'è caduto
di conservarsi felice e cornuto
con tanti auguri per chi c'è caduto
di conservarsi felice e cornuto

Sorella morte lasciami il tempo
di terminare il mio testamento
lasciami il tempo di salutare
di riverire di ringraziare
tutti gli artefici del girotondo
intorno al letto di un moribondo

Signor becchino mi ascolti un poco
il suo lavoro a tutti non piace
non lo consideran tanto un bel gioco
coprir di terra chi riposa in pace
ed è per questo che io mi onoro
nel consegnarle la vanga d'oro
ed è per questo che io mi onoro
nel consegnarle la vanga d'oro

Per quella candida vecchia contessa
che non si muove più dal mio letto
per estirparmi l'insana promessa
di riservarle i miei numeri al lotto
non vedo l'ora di andar fra i dannati
per rivelarglieli tutti sbagliati
non vedo l'ora di andar fra i dannati
per rivelarglieli tutti sbagliati

Quando la morte mi chiederà
di restituirle la libertà
forse una lacrima forse una sola
sulla mia tomba si spenderà
forse un sorriso forse uno solo
dal mio ricordo germoglierà

Se dalla carne mia già corrosa
dove il mio cuore ha battuto un tempo
dovesse nascere un giorno una rosa
la do alla donna che mi offrì il suo pianto
per ogni palpito del suo cuore
le rendo un petalo rosso d'amore
per ogni palpito del suo cuore
le rendo un petalo rosso d'amore

A te che fosti la più contesa
la cortigiana che non si dà a tutti
ed ora all'angolo di quella chiesa
offri le immagini ai belli ed ai brutti
lascio le note di questa canzone
canto il dolore della tua illusione
a te che sei per tirare avanti
costretta a vendere Cristo e i santi

Quando la morte mi chiamerà
nessuno al mondo si accorgerà
che un uomo è morto senza parlare
senza sapere la verità
che un uomo è morto senza pregare
fuggendo il peso della pietà

Cari fratelli dell'altra sponda
cantammo in coro giù sulla terra
amammo tutti l'identica donna
partimmo in mille per la stessa guerra
questo ricordo non vi consoli
quando si muore si muore si muore soli
questo ricordo non vi consoli
quando si muore si muore soli.

F.De André

postato da: klochov alle ore 13:03 | link | commenti (2)
categorie: costume, io
mercoledì, 31 dicembre 2008

tempo reale / 2008

Il 2008 lo ricorderò, tra le altre cose, come un anno in cui per molti motivi ho lasciato cadere le ultime illusioni su questo paese.
Così, chiudo con questa canzone; ancora non mi sento di dire, come De Gregori "se potessi rinascere ancora, preferirei non rinascere qua".
Con l'augurio, per tutti, che il 2009 non mi faccia cambiare idea anche su questo.



Tempo Reale

Paese di terra terra di cani
Paese di terra e di polvere
Paese di pecore e pescecani
E fuoco sotto la cenere
Dentro le stanze del Potere l'Autorità
va a tavola con l'anarchia
Mentre il ritratto della Verità si sta squagliando
e la vernice va via
E il Pubblico spera che tutto ritorni com'era
che sia solo un fatto di tecnologia
E sotto gli occhi della Fraternità
la Libertà con un chiodo tortura la Democrazia

Paese di terra terra di fumo
paese di figli di donne di strada
E dove se rubi non muore nessuno
E dove il crimine paga

C'è un segno di gesso per terra
e la gente che sta a guardare
Qualcuno che accusa qualcuno
Però lo ha visto solamente passare
E nessuno ricorda la faccia del boia
è un ricordo spiacevole
E resta soltanto quel segno di gesso per terra
Però non c'è nessun colpevole

Paese di zucchero, terra di miele
Paese di terra di acqua e di grano
Paese di crescita in tempo reale
E piani urbanistici sotto al vulcano
Paese di ricchi e di esuberi
e tasse pagate dai poveri

E pane che cresce sugli alberi
e macchine in fila nel sole
Paese di banche, di treni di aerei di navi
che esplodono
Ancora in cerca d'autore
Paese di uomini tutti d'un pezzo
Che tutti hanno un prezzo
e niente c'ha valore


Paese di terra terra di sale
e valle senza più lacrime
Giardino d'Europa, stella e stivale
Papaveri e vipere e papere
dov'è finita la tua dolcezza famosa tanto tempo fa
E' chiusa a chiave dentro la tristezza
dei buchi neri delle tue città
Chissà se davvero esisteva una volta o se era una favola
o se tornerà

E però se potessi rinascere ancora
Preferirei non rinascere qua
.

Francesco De Gregori
postato da: klochov alle ore 14:47 | link | commenti (6)
categorie: politica, giustizia, io
venerdì, 21 novembre 2008

ripensamenti?

L'altra sera in un attimo di convivialità e ottimismo, con stato d'animo particolarmente bendisposto e facilmente influenzabile, ho seriamente pensato che forse il PD... magari con D'Alema...

Naaaaaaaaaaaaaaa.

postato da: klochov alle ore 16:55 | link | commenti (10)
categorie: politica, io
domenica, 07 settembre 2008

trovare la strada

Ci sono uomini grandi e uomini piccoli. C'è chi conduce la sua vita onestamente e chi lo fa con ipocrisia. Ci sono persone che interpretano il proprio ruolo pensando agli altri, e persone che pensano solo a se stesse. C'è chi capisce che "amare il prossimo suo" non significa giudicare e predicare, ma impegnarsi a 'camminare, almeno per un miglio, nei mocassini dell'altro'.

È triste rendersi conto che in genere sono i primi a comandare e dettare l'agenda, mentre i secondi, nonostante i sacrifici, i gesti d'amore e l'affetto delle persone che li circondano, trovano mille ostacoli sulla loro strada...

Venite gente vuota, facciamola finita, voi preti che vendete a tutti un' altra vita;
 se c'è, come voi dite, un Dio nell' infinito, guardatevi nel cuore, l' avete già tradito
e voi materialisti, col vostro chiodo fisso, che Dio è morto e l' uomo è solo in questo abisso,
le verità cercate per terra, da maiali, tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali;
tornate a casa nani, levatevi davanti, per la mia rabbia enorme mi servono giganti.
Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco...
Io tocco i miei nemici col naso e con la spada,
ma in questa vita oggi non trovo più la strada...

F.Guccini, Cyrano.
postato da: klochov alle ore 13:10 | link | commenti (5)
categorie: religione, io
martedì, 02 settembre 2008

godot (current mood)

BeckettS_AspettandoGodot



Ma l'abitudine di tutta una vita
ha fatto sì che ancora una volta
per un momento io mi sia girato
a veder se per caso Godot era arrivato.

Claudio Lolli, Aspettando Godot










postato da: klochov alle ore 18:20 | link | commenti (4)
categorie: libri, io
venerdì, 08 agosto 2008

evoluzionismo sotto l'ombrellone

dawkinsIn questo finesettimana, se le spiagge libere del Tirreno mi accoglieranno benevolmente, mi potreste incontrare sotto un ombrellone a leggere The god delusion, di Richard Dawkins (edito in italia da Mondadori con il titolo L'illusione di Dio).

È un testo che può essere liberatorio per chi, pur non credendo, ritiene doveroso quel rispetto esasperato che viene richiesto di fronte ad assurdi comportamenti dettati da qualche confessione religiosa. È una di quelle risorse cui pensare nell'infausta ipotesi di qualche tentazione fideista o teista.

Dà un contributo molto interessante al dibattito sull'educazione religiosa dei bambini, accostando in maniera illuminante  i catechismi confessionali all'indottrinamento politico dei piccoli, che tanto ci scandalizza.

È un libro ironico, dissacrante, lucidissimo e di piacevole lettura. Sì, anche sotto all'ombrellone, se vi capita.

"Not enough evidence, God,
not enough evidence!"

Bertrand Russell
postato da: klochov alle ore 19:29 | link | commenti (3)
categorie: politica, libri, religione, io
martedì, 05 agosto 2008

primavera di praga ed estate italiana

praga
Qualche anno fa andai in viaggio a Praga per la prima volta. La cortina di ferro era caduta già da un pezzo, e la città esercitava il suo fascino malinconico, ma assolutamente rivolto all'occidente. Praga era piena di turisti, e a buon diritto stava trattando per l'adesione all'Unione Europea.

Piazza Venceslao
, così carica di storia e di significati per me, era come mi aspettavo: lunghissima e trafficata. Era piena di fiori e io la osservavo dall'alto della scalinata del Museo Nazionale, pensando ad un'altra primavera. In un angolo della piazza, ignorati da tutti i passanti e notati solo con la coda dell'occhio dai turisti, stavano un carro armato e alcuni militari: sembravano stazionare lì in modo stabile, immagino a guardia della piazza e dell'ordine pubblico.

La Repubblica Ceca era, a quel punto, un paese libero, democratico e pacifico, ma quel carro armato mi fece pensare a quanto fosse lenta la conquista completa della libertà di un popolo: mi faceva quasi paura, pensavo alle parole di Guccini che cantava "son come falchi quei carri appostati"...

In Italia nelle piazze non c'erano carri armati né militari da molti anni, salvo casi eccezionalissimi, come di fronte al tribunale di Palermo negli anni 90.

L'Italia
a questo punto, era un paese libero, democratico e pacifico, ma vedere l'esercito con il mitra spianato di fronte a chiese, sinagoghe, stazioni televisive, ambasciate e monumenti mi fa paura. Mi fa pensare a quanto in alcuni casi è stata veloce la perdita completa della libertà di un popolo.
postato da: klochov alle ore 18:39 | link | commenti (8)
categorie: politica, europa, io
venerdì, 11 luglio 2008

consigli di lettura

Nella blogosfera girano ogni tanto premi che si attribuiscono attraverso i cosiddetti meme.
A me le catene in genere non piacciono, ma devo ammettere che nel contesto delle "reti di blog" hanno l'innegabile pregio di far conoscere ai propri visitatori anche altre voci e opinioni.

Innanzitutto ringrazio Crocco per aver definito addirittura brillante il mio blog, ma contravverrò alle regole del gioco. Non assegnerò premi, e mi limiterò ad indicare alcuni blog che leggo con interesse (per motivi vari) e che, per pigrizia o altro, non ho ancora inserito tra i miei link.

Don Zauker: non potete non conoscerlo se avete letto almeno una volta il Vernacoliere. Il blog è degli autori del fumetto: Caluri e Pagani. Talvolta li vorrei candidati alla presidenza della Repubblica. Imperdibile.

Super blog di Internazionale: sottotitolo "Se Time ha inserito una blogger tra le cento persone più influenti del mondo ci sarà un motivo". Propone l'articolo migliore della settimana scelto tra vari blog nel mondo: in genere sono originali, interessanti e molto creativi.

xkcd, a webcomic of romance, sarcasm, math, and language: un disegno più elementare non può esistere, ma nel suo genere è raffinato e comicissimo!

Spinoza: caustico ed essenziale, spesso dice tutto in due righe.

Vi consiglio di inserirli tra i vostri feed: un sorriso e un po' di buon materiale per riflettere fanno sempre bene!
postato da: klochov alle ore 13:39 | link | commenti (2)
categorie: informazione, io
domenica, 22 giugno 2008

che fretta c'è?

bilancia"Sai? quel bambino ha un anno meno di me, però è nella mia stessa classe!"

"Perché ha iniziato prima la scuola. Quanti altri bambini in classe tua sono più piccoli?"

"Un altro solo: che ha quasi due anni meno di noi! Secondo me hanno fatto male a iniziare prima!"

"E perché?"

"Perché hanno perso un'estate di gioco. E invece che ci hanno guadagnato?"

"Vabbe', dai: poi finiranno di studiare un anno prima!"


"E allora? Che fretta c'è?"

"Così potranno iniziare a lavorare prima."

"..."

Mi fermo un attimo, rifletto, la guardo mentre sorride con gli occhi sgranati e aspetta una spiegazione più valida.
Immagino una bilancia a due bracci: sui piatti un'estate di gioco e un anno di lavoro.
Mi guardo nel passato e mi chiedo cos'è che ci opprime tanto, da non riuscire a capire cosa vale di più. Concludo che le ho dato la risposta sbagliata.

Alla fine rispondo "Hai ragione"
postato da: klochov alle ore 20:43 | link | commenti (5)
categorie: io