La notizia di un grave provvedimento disciplinare a carico di un docente di matematica del Liceo Scientifico Righi di Cesena mi è parsa così assurda che quasi non ci credevo.
Il professor Marani è stato sospeso per due mesi dal suo incarico in seguito al risultato di un'ispezione dell'Ufficio Scolastico Regionale (USR) avviata inizialmente per verifiche legate alla sua attività sindacale nell'ambito dei cobas. Risolta la questione senza alcun addebito al professore, l'ispezione è proseguita su altri aspetti in seguito ad una segnalazione di don Pasolini, insegnante di religione nello stesso istituto.
Infatti all'inizio dell'anno scolastico il Prof. Marani, considerato che la scuola non disponeva di un'offerta formativa alternativa per gli studenti che non frequentavanol'ora di religione cattolica, aveva sottoposto ai ragazzi un questionario in cui chiedeva quale materia avrebbero preferito studiare tra 3 opzioni proposte. Il risultato su un totale di 71 studenti è stato il seguente:
11,3 % - religione cattolica
23,9% - storia delle religioni
64,8% - diritti umani
A me quest'interesse dei ragazzi per lo studio dei Diritti Umani fa traboccare il cuore di gioia, ma all'insegnante di religione evidentemente no, da qui la lettera all'USR contro il collega.
Marani precisa che le motivazioni della sospensione sono tre: la diffusione del questionario suddetto, l'affissione nella bacheca di un documento di 6 pagine fotocopiato a scuola e il ritardo di alcuni giorni nella consegna di un documento.
Credo che saremmo tutti molto interessati a leggere una diversa spiegazione dell'autorità scolastica sulla vicenda, che magari ci sveli un retroscena che renda plausibile una sanzione così grave a carico di un docente.
Altrimenti saremo costretti a prendere atto - oltre all'ovvia evidenza che (nelle 3 classi sottoposte al questionario) l'88,7% degli studenti sceglierebbe di non frequentare l'ora di religione se avesse un'alternativa valida - che l'Ufficio Scolastico Regionale, invece di perseguire insegnanti scansafatiche e assenteisti è impegnato a rintuzzare iniziative volte all'arricchimento dell'offerta formativa.
Stenderei invece un velo pietoso sul comportamento del prete che, cristianamente, ha denunciato l'iniziativa del collega procurandogli la sospensione e sulla conferma di come la libertà di scelta proprio non piaccia alla chiesa.
Infine, mentre aspettiamo trepidanti le spiegazioni ufficiali che ci sollevino dal dubbio atroce di vivere in uno stato in cui l'ingerenza della chiesa si spinge fino a intralciare la libertà di espressione e di insegnamento nelle scuole pubbliche, un'ultimo appunto:
Sui giornali si parla delle immagini di "Handala, bambino palestinese scalzo e sofferente", affisse alla bacheca della scuola. Per chi avesse creduto che il professore avesse messo di fronte agli occhi dei ragazzi immagini brutali o raccapriccianti, inserisco qui un'immagine di Handala, il bambino protagonista dei fumetti di Naji Al-Ali, disegnatore e fumettista palestinese.
Update: grazie alla segnalazione di astime, ecco la replica dal sito USR Emilia Romagna.
"Il Docente è stato sanzionato per una molteplice serie di comportamenti concernenti i doveri di ufficio e la dimensione relazionale e cooperativa, che costituisce un valore irrinunciabile per la scuola.
La vicenda del “questionario” è solo uno dei molti elementi contestati, non per le ragioni riportate dai mass-media. E’ infatti illegittimo che un docente proponga ai propri studenti “questionari” relativi a materie diverse dalla propria (quali che esse siano) e senza preventiva autorizzazione degli Organi Competenti."
Quindi quel questionario non s'aveva da fare.