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domenica, 15 marzo 2009

parabole e tè

zen

Questa foto è tratta da una galleria di Armando Rotoletti pubblicata sul Corriere e ritrae uno scorcio del quartiere Zen di Palermo. Quartiere popolare per eccellenza, sinonimo di povertà urbana ed esclusione sociale, anche il quartiere Zen pare fittamente popolato da antenne paraboliche.

Inutile che mi lanci qui in ragionamenti poco originali sulle priorità di consumo delle persone: mi limito ad unire a questa fotografia un'altra immagine che per discrezione ho lasciato non colta dalla strada.

Un tempo i mendicanti rovesciavano sulla strada il cappello; talvolta ho visto sottovasi, o piatti e bicchieri di plastica. Recentemente, come un'epidemia, ho notato il diffondersi di brick vuoti di estathè.

Non posso fare a meno di chiedermi, ogni volta, se il bicchierino sia stato recuperato già vuoto, magari abbandonato da qualche ragazzo, o se l'abbia acquistato e consumato proprio il mendicante. Quel tè freddo in brick è mediamente poco salutare ed estremamente costoso anche rispetto ad una bella pasta accompagnata da un caffè macchiato; così talvolta mi faccio turbare dall'idea che i pochi spiccioli dell'elemosina possano essere investiti così male, in un modo che mi pare ancor più insensato e artificiale che se finissero in una bottiglia di vino o nelle sigarette.

Questione di gusti, mi si potrebbe obiettare. Ma di fronte alle foreste di antenne paraboliche e alle confessioni di dipendenza da estathé che ho raccolto qua e là, direi che è un problema più serio.
postato da: klochov alle ore 23:25 | link | commenti (8)
categorie: politica, costume
mercoledì, 04 marzo 2009

sudan

La Corte Penale Internazionale (ICC) è un tribunale che si occupa dei crimini più gravi a livello internazionale: crimini di guerra, contro l'umanità, genocidio, pulizia etnica, minaccia della pace, ecc.

Se ne parla oggi a proposito di un mandato di cattura nei confronti di Hassan Omar al Bashir, presidente in carica del Sudan.

Per avere più chiara la situazione del paese vi invito a leggere queste brevi righe che avevo scritto tempo addietro per ricostruire a grandi linee le dinamiche del conflitto.

La responsabilità del governo sudanese è diventata sempre più evidente anche agli osservatori internazionali; i racconti di chi ha preso parte al genocidio (così mi azzardo a definirlo io, arrivando dove ancora non si è spinta la ICC che si è limitata alle accuse di crimini di guerra e contro l'umanità) iniziano ad arrivare anche alle orecchie dell'occidente:



 

La situazione, come al solito in questi casi, è aggrovigliata con interessi di vario tipo (compreso il traffico di armi con l'occidente e i paesi industrializzati) ma quello che sta accadendo in Sudan, tra stermini, distruzione di villaggi, stupri sistematici di gruppo e massacri di bambini, non può lasciare indifferenti.
postato da: klochov alle ore 22:25 | link | commenti (2)
categorie: politica, africa, diritti umani, informazione
domenica, 01 marzo 2009

chiunque abbia intelligenza...

Riporto un estratto dal resoconto di una tavola rotonda organizzata a settembre da micromega sul tema del fine-vita, e a cui hanno preso parte Ignazio Marino, Stefano Rodotà, Beppino Englaro e il Cardinale Barragan. Merita lettura integrale.
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barraganCardinale Javier Lozano Barragán: Dunque io posso ancora sostenere la tesi che l’idratazione e la nutrizione non sono terapie in se stesse. E allora è impensabile imporre a una persona che sta già molto male, di morire per fame e sete.
Questa è la mia posizione: chiunque – non mi riferisco a questo caso concreto, parlo in generale – impedisce la nutrizione e l’alimentazione a una persona, la sta ammazzando. [...]

Beppino Englaro: Guardi che la Corte di Cassazione ha stabilito che la nutrizione e l’idratazione artificiale sono presidi terapeutici; quindi in base alle nostre leggi noi possiamo dire sì o no a questi presidi terapeutici, comunque invasivi delle libertà personali.

B: Mi scusi, ma io non sto parlando della legge italiana, anche perché io non sono italiano. Io sto parlando delle cose secondo la mia ragione. Se poi una legge dice un’altra cosa e qualcuno vuole tenere più in considerazione quella legge, che la faccia, però io non le sto parlando, anche perché non ho diritto di farlo, della legge italiana, né sto giudicando il Senato o la Corte di Cassazione. Io dico come dovrebbero stare le cose secondo la Chiesa cattolica, non secondo la legge italiana, perché io non entro nelle questioni interne del paese.

E: Ma in Italia sono valide le leggi italiane o no?

B: Io non sono italiano.

E: E allora cosa è venuto a fare? A dirci che non è italiano?

B: Io non sono venuto in Italia, sono venuto al Vaticano, sono ministro del Vaticano, e parlo per conto del Vaticano, non entro nelle questioni italiane.

E: Io invece sono un cittadino italiano e parlo da cittadino italiano.

B: Bene, e io non pretendo di dire nulla sulla sua Costituzione, che rispetto totalmente, perché sono ospite in Italia, benché stia nel Vaticano, però non mi intrometto nelle questioni italiane.

[...]

B: Al termine di questa nostra discussione voglio ribadire la mia simpatia verso il signor Englaro…

E: Cardinale, se mi tratta da assassino, vuol dire che non ha molta simpatia…

B: Togliere la mera idratazione e nutrizione a una persona significa ammazzarla. Ho già spiegato quello che intendevo dire, e penso che all’intelligenza bastano poche parole, chi ha intelligenza può capire le mie parole.

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Già, cardinale, chi ha intelligenza può capire molte cose...
postato da: klochov alle ore 16:49 | link | commenti (15)
categorie: politica, religione, diritti umani