Negli ultimi 15 anni le occupazioni delle scuole medie superiori si sono "normalizzate", non sono più un'eccezione. Ricordo che una decina di anni fa Luigi Berlinguer, Ministro della pubblica istruzione del governo Prodi, propose con sarcasmo di concedere una settimana di vacanza tra ottobre e novembre, visto che i ragazzi sembravano proprio non riuscire a farne a meno.
Occupare la scuola è ovviamente un reato ed è normale che le autorità non possano in alcun modo avallare questo comportamento. Tuttavia negli ultimi anni capitava di solito che un po' a tutti i livelli l'occupazione venisse "tollerata": così gli insegnanti minacciavano ritorsioni sulle interrogazioni e il preside di non permettere gite scolastiche o addirittura di chiamare la polizia.
Qualche giovane capo dei movimenti a livello locale aveva sporadici colloqui con qualche personaggio della digos che minacciava di sgomberare con la forza se solo gli fosse arrivata la notizia che dentro alle scuole girava qualche sostanza strana. Ma con un po' di buon senso da entrambe le parti niente di quanto minacciato si verificava, e presto ognuno tornava al proprio posto.
Oggi però non si muovono solo "i piccoli" studenti delle scuole superiori. Si muovono gli universitari, i dottorandi, i ricercatori, gli insegnanti e - a quanto sento - finalmente anche qualche genitore: sobbalza tutto il mondo dell'istruzione, perché i tagli previsti da Tremonti con la sua manovrina estiva sono grossi, e la strada per il declino del sistema formativo italiano è già imboccata da tempo.
La faccenda si fa più seria perché non è più una vacanza, ma ci sono generazioni di persone che vedono traballare il proprio futuro sotto i colpi di una politica miope e pericolosa. In queste situazioni, quando la contestazione diventa rumorosa e diffusa, basta poco perché scoppi la scintilla.
Basta ad esempio che venga a mancare quel po' di buon senso che evitava i provvedimenti più drastici; basta che venga ordinato qualche sgombero, e basta che venga consigliato agli agenti di non usare troppi riguardi...
Basta poco. Se poi l'ordine dovesse partire dall'alto, basterebbe anche meno.
Leggo oggi questo articolo di Liana Milella su Repubblica: fa riferimento ad una minuscola norma infilata in un decreto legge che consentirebbe a Corrado Carnevale, già reintegrato come magistrato, di concorrere per la carica di Primo Presidente della Corte di Cassazione.
Chi era Carnevale? Era il giudice cosiddetto ammazzasentenze, che ha smontato interi processi di mafia per mere irregolarità. Carnevale era il principe dei cavili, del pelo nell'uovo. Salvo poi scarcerare 43 boss tra cui Michele Greco, Giuseppe Madonia e Pippo Calò per decorrenza dei termini di custodia cautelare, sbagliando il calcolo a loro vantaggio. Cose che capitano...
Dopo mesi e mesi di monitoraggio dell'andamento delle sentenze di Cassazione, Falcone aveva notato una strana ricorrenza nell'assegnazione delle cause, e soprattutto l'influsso costante del giudice Carnevale. Appena in tempo riuscirono a sottrarre a questa logica l'assegnazione del maxi-processo.
Carnevale fu processato e condannato in primo e secondo grado per concorso esterno in associazione mafiosa. Dodici pentiti ritenuti affidabili rilasciarono dichiarazioni concordi sulla sua "disponibilità" e decine di magistrati di Cassazione testimoniarono raccontando le pressioni ricevute per pilotare le sentenze.
Nel 2002 il processo a Carnevale arrivò in Cassazione e il giudice ammazzasentenze venne assolto con formula piena. Il fatto non può essere provato, quindi non sussiste.
Com'è possibile? E' possibile non credere ai pentiti, ma come si fa a non credere a una schiera di magistrati che spiega come mai certe sentenze in presenza di Carnevale prendessero sempre una certa piega?
E' semplice: ciò che viene detto in camera di consiglio è segreto: questo serve a tutelare i singoli magistrati che ne fanno parte e l'istituzione stessa. Tuttavia è altrettanto ovvio - o almeno così era stato ritenuto fino al 2002 - che non a tutto si estende il segreto: ad esempio se il presidente della sezione si mettesse a contrattare l'acquisto di una partita di droga con un magistrato di fronte agli altri, la cosa non potrebbe certo finire lì per via del segreto...
Tuttavia la Cassazione nel caso di Carnevale decise che i magistrati non potevano testimoniare su niente di ciò che era stato detto in camera di consiglio e rese inutilizzabili tutte le dichiarazioni che evidenziavano il comportamento di Carnevale. Così, senza altre prove se non le dichiarazioni dei pentiti, Carnevale fu assolto.
Se non bastassero le vicende processuali, ricordo che Carnevale era quel campione di buon gusto e lealtà che dopo la morte di Falcone e Borsellino, li definì incapaci; disse che Falcone era un cretino, che i morti lui li rispettava, ma certi morti no. Di Francesca Morvillo, moglie di Falcone, anche lei magistrato a Palermo, disse che era stata uccisa da alcuni mafiosi per far torto ad altri i cui processi lei stava aggiustando. Definì Falcone avvicinabile, disse che si prestava a manovre politiche. Tutto ciò senza provare la minima vergogna.
Questo piccolo promemoria per non scordare di chi stiamo parlando.
E voi, imparate che occorre vedere
e non guardare in aria; occorre agire
e non parlare. Questo mostro stava,
una volta, per governare il mondo!
I popoli lo spensero, ma ora
non cantiamo vittoria troppo presto: il grembo da cui nacque è ancor fecondo.
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È relativamente facile controbattere l'invito rivolto all'arte a trattare la brutalità con delicatezza, ad innaffiare con garbo la gracile pianticella della conoscenza, a mostrar fiori a chi ci ha mostrato bastoni ecc [...]
Ma così non è ancora condannata l'immoralità di chi invita la satira a non immischiarsi nelle cose serie. Proprio di cose serie si occupa la satira.
I grandi delinquenti politici vanno denunciati, esponendoli soprattutto al ridicolo.
Giacché essi anzitutto non sono grandi delinquenti politici, bensì autori di grandi delitti politici, il che è assai diverso.
Bertolt Brecht, La resistibile ascesa di Arturo Ui.
Dunque, adesso potrei mettermi qui a pontificare sulla finanza creativa e a stampare in faccia a un po' di persone un saccente "lo dicevo io".
Tuttavia, mentre i governi cercano soluzioni, le banche tremano, le borse crollano e i giornalisti fanno titoloni più grossi che se fosse andato male l'avvio dell'LHC a Ginevra, non mi sembra il caso di polemizzare. Non subito, almeno: ci sarà tempo quando si dovrà (magari!) ridisegnare il profilo dei mercati e della finanza globale. (E in quel caso, ah che legnate vorrei tirare a chi dico io...)
Adesso en passant e nel mio piccolissimo, mi limito ad un invito, che è anche una dottissima citazione: non facciamoci prendere dal panico.
Già, ma non perché non serva a niente: piuttosto perché correre in banca a disinvestire anche i bot, o peggio ancora iniziare a pensare di svuotare il conto e tenere i soldini sotto al mattone serve benissimo a peggiorare la situazione. E allora sì che la faccenda potrebbe diventar seria.
Dite che non c'è bisogno di appelli alla calma? Bene, ho fatto un post inutile, ma va bene così!
Mi capita ogni tanto di leggere qualche articolo di giornali stranieri. Tra l'altro una fonte piuttosto varia che consiglio di tenere d'occhio è il sito "Italia dall'estero" nel quale si può leggere anche la traduzione degli articoli.
Vedere la nostra politica da un'ottica diversa e distante è sempre utile: può aiutare a comprendere i fatti perché spesso sono riportati nudi e crudi, spogliati dalle sovrastrutture che nella cronaca interna riescono a far dimenticare la vera notizia di partenza.
Inoltre è particolarmente interessante la terminologia utilizzata per chiarire alcuni concetti o identificare partiti e personaggi agli occhi dei lettori stranieri che non hanno dimestichezza con sigle, trasformazioni, scissioni.
Ad esempio la Lega Nord viene descritta come "il partito xenofobo al governo" e Alleanza Nazionale sintetizzata come "partito ex-fascista". Berlusconi, ovviamente è "il Presidente del Consiglio miliardario proprietario di tre televisioni". Della sinistra giustamente non parlano: obiettivamente non c'è molto da dire...
Comunque, questo modo di esprimersi diretto e immediato, questi aggettivi così chiari, ingenui e allo stesso tempo incontrovertibili, mi stupiscono sempre: come se allontanandoci dalla confusione e dalle chiacchiere di televisioni e giornali nostrani, dove le opinioni nascondono i fatti e le persone si riciclano cambiando vestito, tutto prendesse contorni più definiti.
E visti dal lontano, da gente non stordita, evdentemente Lega Nord, AN e Berlusconi non rappresentano "il centro destra", ma "xenofobi, ex-fascisti e un magnate dei media".
Non posso parlare del film di Spike Lee, Miracolo a S.Anna, perché non l'ho visto e temo che non lo vedrò. Ma le interviste rilasciate le ho lette, e di quelle posso parlare.
A S.Anna di Stazzema, un paesino in provincia di Lucca, il 12 Agosto del 1944 furono massacrate 560 persone, in prevalenza bambini, donne e anziani sfollati.
Responsabile della strage fu il 16 battaglione delle SS, lo stesso della Strage di Marzabotto in cui morirono 700 persone.
La vicenda di S.Anna di Stazzema non è solo uno dei più gravi episodi di stragismo nazista, ma anche uno degli esempi di insabbiamento di documenti, prove e testimonianze tanto di moda in Italia.
Il famoso armadio della vergogna, aperto solo nel 1994, portò alla luce preziosissime informazioni che, se utilizzate per tempo, avrebbero consentito di processare molto prima e molto più efficacemente i criminali nazisti responsabili di tante atrocità.
Nel 2006 è stata istituita una commissione parlamentare d'inchiesta "sulle cause dell'occultamento di fascicoli relativi a crimini nazifascisti". (Qui un resoconto e vari documenti.)
In coda alle polemiche sul suo film, accusato di revisionismo per aver introdotto la responsabilità di un partigiano nell'eccidio, Spike Lee ha precisato che si tratta di fiction. Poi però ha aggiunto che dato che non si sa bene cosa sia successo e nonostante i partigiani dicano di non aver avuto nulla a che fare con la strage, sarebbe potuta andare anche come l'ha raccontata lui.
"Le reazioni viscerali di questi giorni mi fanno pensare che la profonda ferita apertasi in Italia durante la Seconda guerra mondiale non si sia ancora rimarginata."